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Tesseramento 2017/18: Controcorrente!

E’ iniziato il tesseramento per l’anno sociale 2017/18. Essere controcorrente col Maurice! Lo puoi fare da amic@, complice o amante: sostieni il Maurice GLBTQ a […]

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Solidarietà e sostegno alla Casa Internazionale delle Donne di Roma

#lacasasiamotutte Il Maurice GLBTQ esprime piena solidarietà e sostegno alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, e sdegno per l’ipotesi di sfratto intimato dal Comune […]

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Comunicato stampa: Piantatela di travestirvi, vi abbiamo riconosciuto benissimo!

Piantatela di travestirvi, vi abbiamo riconosciuto benissimo! Ieri, sabato 18 novembre, mentre a Torino si celebrava la giornata in onore delle persone transessuali e transgender, […]

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In memoria di Luki Massa

Vogliamo ricordarti così, cara Luki, sorridente guerriera al Torino Pride del 2006. E vogliamo ringraziarti per essere stata una compagna di lotte e per il […]

Tesseramento 2017/18: Controcorrente!

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E’ iniziato il tesseramento per l’anno sociale 2017/18.
Essere controcorrente col Maurice!
Lo puoi fare da amic@, complice o amante: sostieni il Maurice GLBTQ a partire da 15 euro, quota comprensiva della tessera ARCI, valida in tutto il circuito nazionale.

Lo slogan, ma anche l’immagine  della campagna, realizzata da Gianni Zardini, richiamano un po’ il DNA del Maurice GLBTQ.
Il tesseramento é un momento importante per la vita dell’associazione, per finanziarne i progetti e sentirci parte di un progetto collettivo.

La tessera ti darà la possibilità di partecipare alle attività del Maurice GLBTQ e di usufruire delle convenzioni riservate a soci e socie (vedi Convenzioni).

N.B.: anche quest’anno con l’ARCI il  tesseramento avrà validità dal 1 Ottobre (2017) al 30 settembre 2018.

Presentazione de “Il manicomio dei bambini”

banner-verticaleGiovedì 23 novembre 2017, ore 20:45
Maurice glbtq, Via Stampatori, 10- Torino
Presentazione de “Il manicomio dei bambini- Storie di istituzionalizzazione” di Alberto Gaino;
interviene l’autore, modera Jacopo Rosatelli.

«Avevo tre anni quando un’assistente sociale mi portò a Villa Azzurra che di quel colore non aveva proprio nulla. Ci finii perché quella buona donna di mia mamma mi aveva avuto da un uomo che della paternità se ne infischiò allegramente, non l’ho mai incontrato. Lei era giovane e sola…».
Comincia così, con una storia terribilmente simile a molte altre, questo libro scritto per non dimenticare. Raccogliendo le cronache e le testimonianze di chi ha passato la propria infanzia dentro i manicomi, Alberto Gaino costruisce un racconto di quello che avveniva fra gli anni ’60 e ’70, prima della Legge Basaglia del 1978, senza tuttavia trascurare il presente e il futuro del disagio psichico, spostando l’analisi sui tagli ai servizi pubblici, sulla metamorfosi dei vecchi istituti, fino agli abusi degli interventi psichiatrici. In questo scenario, si allarga lo sguardo sulle odierne forme di disagio psichico giovanile e sull’adeguatezza ed efficacia degli interventi da parte della società.

Alberto Gaino, giornalista. Ha lavorato a il Manifesto nei primi anni Settanta, dal 1981 è stato cronista prima a Stampa Sera, poi a La Stampa. Negli ultimi 24 anni del suo lavoro si è occupato essenzialmente di cronaca giudiziaria. Ha seguito le principali inchieste della magistratura svoltesi a Torino.

STOP AIDS 2017 – TEATRO ESPACE

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In occasione della Giornata Internazionale per la lotta all’AIDS ritorna Oltre il Binario in collaborazione con il Coordinamento Torino Pride e il Teatro Espace per proporvi una serata di spettacolo e musica:

h. 19.30 – Aperitivo preparato dalla Mensa Popolare MangiAsti
di via Perosa 32/A – Torino

h. 20.30 – “LA CENA PER FAR(MI) CONOSCERE” – Primo, secondo, contorno, dessert e . . . in vino veritas!
Spettacolo Teatrale diretto e interpretato da Cristina Robasto e Lorenzo Beatrice
Ludovica ed Eugenio, fidanzati da quattro anni, si ritrovano come ogni sera a cena insieme: questa però si rivelerà per entrambi una cena indimenticabile… Niente musica e niente effetti speciali, ovvero una scena essenziale farà da cornice alla rinascita di questa giovane coppia…

h. 21.30 – “LADIES&GENTLEMEN” in concerto, che con la prorompente Saturnia Galattica, la Lady cantante queer performer e le meravigliose musiche dei Gentlemen, si mettono in scena varie e suggestive emozioni attraverso il richiamo di canzoni famose rivisitate per l’occasione. I Ladies&Gentlemen scelgono così di affrontare quei grandi temi che coinvolgono in prima persona la società moderna: una società che sta perdendo l’arte di amare, una società che vuole imporre un modello unico di amore, una società che non è in grado di valorizzare ed accogliere ogni singola persona.
Loro sono:
Saturnia Galattica: voce e performance,
Maurizio (O Cangaceiro) Corcelli: cajon e percussioni
Giovanni Nappi: basso
Giorgio Confalonieri: chitarra e voce
Federico Confalonieri: pianoforte e congiuntivi.

Biglietto: 8 euro compreso aperitivo (parte dell’incasso sarà destinato alla Mensa popolare MangiAsti)

info e prenotazioni: prenotazioniespace@gmail.com
Nel foyer del teatro sarà visibile una selezione della mostra di manifesti STOPAIDS.

Si ringrazia: il MAURICE GLBTQ, la libreria NORA BOOK&COFFEE, la LILA Piemonte e la Circoscrizione 7 della Città di Torino

Pinkwashing e movimento lgbt. Quando i diritti lgbt vengono strumentalizzati: il caso di Israele

 

pinkwashing 30 novPinkwashing e movimento lgbt. Quando i diritti lgbt vengono strumentalizzati: il caso di Israele.
Iniziativa di lancio per la creazione di una rete contro il pinkwashing israeliano.
Giovedì 30 novembre 2017, ore 20.45,
Maurice glbtq– Via Stampatori, 10 -Torino
Incontro/dibattito con:
*Roberto Boccardi (BDS Comisiòn Pinkwatching- Madrid), testimonianza da Madrid sulle attività contro il Pinkwashing
* Cristian Lo  Iacono (Maurice glbtq).
PRECEDUTO DA UN APERITIVO BENEFIT ALLE ORE 19.30

 

Solidarietà e sostegno alla Casa Internazionale delle Donne di Roma

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#lacasasiamotutte
Il Maurice GLBTQ esprime piena solidarietà e sostegno alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, e sdegno per l’ipotesi di sfratto intimato dal Comune di Roma.
L’attacco alla Casa minaccia il patrimonio di decenni di lotte, mettendo a rischio una risorsa per tutte le donne e un’esperienza di autogestione da cui c’è da imparare. Condividiamo e invitiamo a diffondere il comunicato stampa della Casa Internazionale delle Donne:

“La Casa Internazionale delle Donne, patrimonio della città di Roma e risorsa per tutte le donne è oggi a rischio di sfratto da parte del Comune”.

Da oltre trent’anni questo luogo, unico in Europa, rappresenta un punto di riferimento delle donne italiane e straniere e del femminismo internazionale. La Casa è da tutti apprezzata e riconosciuta per la sua capacità di autogestione e per avere mantenuto in ottimo stato un bene pubblico frequentato
annualmente da oltre 30.000 persone, di essere luogo di offerta di servizi sociali e culturali, di svolgere azioni di accrescimento delle capacità delle donne. Tutto questo è il frutto del lavoro
volontario e dell’impegno quotidiano e gratuito di centinaia di donne e di decine di associazioni.

Per decenni questo luogo è stato salvato, conservato, restaurato, reso vivo e frequentato, sottratto al degrado cui sono andati incontro tanti beni pubblici della nostra città. Anche la Casa corre ora il pericolo di chiusura cui sono andate incontro tante associazioni e realtà sociali di Roma.

Il debito che ci viene attribuito dall’Amministrazione non tiene conto del valore dei servizi che vengono offerti. In tal senso la Casa Internazionale delle Donne, fin dal 2013, ha iniziato
un’interlocuzione con il Comune di Roma il quale, dopo avere verificato la qualità dei servizi, proponeva una valutazione del loro valore economico dell’ordine di € 700.000 annui.

Con questa Giunta la Casa aveva avviato un confronto per risolvere il problema del debito e la definizione di un affitto realmente sostenibile, salvaguardando e rilanciando il valore della Casa e il suo futuro al servizio della cittadinanza. Per questo la lettera di richiesta di rimborso immediata, in
mancanza del quale “si procederà all’attivazione, senza ulteriore comunicazione, sia della procedura coattiva; in sede civile, per il recupero del credito, sia della procedura di requisizione del bene in regime di autotutela” è giunta del tutto inattesa.

La Casa Internazionale delle Donne ha risposto alla comunicazione del Comune chiedendo con urgenza alla Sindaca e alle Assessore competenti di riaprire l’interlocuzione e di sospendere il termine perentorio di pagamento.

La Casa Internazionale delle Donne è molto grata per la solidarietà ricevuta da tantissime donne e uomini, associazioni e Istituzioni. Queste testimonianze confermano il valore e l’apprezzamento di cui la Casa gode non solo nella città di Roma ma in tutto il Paese.

Comunicato stampa: Piantatela di travestirvi, vi abbiamo riconosciuto benissimo!

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Piantatela di travestirvi, vi abbiamo riconosciuto benissimo!

Ieri, sabato 18 novembre, mentre a Torino si celebrava la giornata in onore delle persone transessuali e transgender, la mostra Generi di prima necessità, prodotta dal Maurice e esposta negli spazi municipali della circoscrizione 6 in via Leoncavallo é stata vandalizzata da scritte “No gender”.
Già nel 2009 la stessa mostra era stata deturpata, allora nel centro cittadino, all’epoca scelsero croci uncinate.
E di nuovo a distanza di otto anni, accade che i corpi Trans di persone che hanno messo la propria faccia per mostrarsi e raccontarsi risultino intollerabili, tanto da scatenare il bisogno di sfregiare.
Allora come oggi i mandanti morali sono gli stessi. Otto anni fa non si parlava ancora della teoria del gender e affini, scelsero un simbolo per loro naturale, la svastica. Oggi lo stesso odio usa la scritta “no gender”, cercando così di travestirsi.
Ma vi abbiamo riconosciuto benissimo, ora come allora continuate a essere fascisti e noi continueremo a combattere l’ideologia di morte di cui siete portatori, con la cultura e il desiderio di vita.

Torino, 19 novembre 2017
Maurice glbtq

Merkel spiazza: nozze gay subito

29soc1-gay-pride-berlinoMerkel spiazza: nozze gay subito.
Germania. Sul finale della legislatura, il matrimonio egualitario diventa legge anche a Berlino. Cambio di rotta della cancelliera tedesca come contromossa a Martin Schulz
di Jacopo Rosatelli, edizione del 29.06.2017 de Il Manifesto

Finale di legislatura con sorpresa: il matrimonio egualitario diventa legge anche in Germania. Uno straordinario risultato che si deve ai decenni di lotte del forte movimento lgbt tedesco, ma anche a un’accelerazione politica figlia delle strategie elettorali di leader e partiti in vista delle urne del prossimo 24 settembre.

A fare la prima mossa era stato il numero uno della Spd Martin Schulz nel congresso dello scorso fine settimana: «Non firmerò nessun accordo di governo che non preveda il matrimonio per tutti». Finalmente un argomento che divide chiaramente socialdemocratici e democristiani, finalmente un tema che può mettere in difficoltà la cancelliera conservatrice di fronte a una società aperta e tollerante: così pensavano Schulz e i suoi. Macché.

Tempo un giorno e Angela Merkel compie una delle sue spregiudicate svolte che le valgono il nomignolo Merkiavelli: ad un dibattito pubblico organizzato dalla rivista femminile Brigitte dà un sostanziale via libera al matrimonio fra persone omosessuali, riconoscendo che si tratta di «una questione di coscienza personale». Non c’è più nessun veto da parte sua.

Un cambio di rotta che ha lasciato di stucco i suoi stessi colleghi di partito, divisi fra una maggioranza contraria e una minoranza che, sul modello dei Tories britannici, ormai da tempo vuole riconoscere anche a gay e lesbiche il diritto di sposarsi. Tornata forte e con il vento in poppa dei sondaggi, Merkel non ha ritenuto di dover interpellare nessuno, fidandosi del fiuto politico che non le manca. Capendo che quella del matrimonio egualitario poteva davvero diventare un’arma pericolosa nelle mani di Schulz, ha pensato bene di lasciarla senza munizioni.

Esattamente come fece con il nucleare o con il salario minimo, la leader democristiana è pronta a sacrificare qualunque posizione pur di centrare l’obiettivo della «smobilitazione asimmetrica» degli avversari: la sua stella polare è non suscitare reazioni di rifiuto che convincano l’elettorato progressista a votare in massa contro di lei. A costo di suscitare mugugni nelle proprie file (e nella Chiesa cattolica), l’importante è non farsi odiare dagli altri.

Spiazzati dalla mossa della cancelliera di lunedì sera, i socialdemocratici hanno però subito rilanciato: da punto all’ordine del giorno per la prossima legislatura, il matrimonio egualitario lo è diventato di questa, ormai al termine. Schulz ha dunque annunciato, l’altro ieri, che la Spd, violando per la prima volta il patto di grande coalizione, avrebbe fatto ciò che si è rifiutata di fare nei quattro anni precedenti, e cioè portare nell’aula del Bundestag la proposta di legge con l’accordo di Verdi e Linke: i tre partiti hanno la maggioranza numerica della camera bassa. Contromossa a stretto giro: Merkel dichiara ufficialmente di fronte al suo gruppo che i deputati democristiani possono votare come vogliono. Ieri, l’ultimo passaggio: la commissione parlamentare competente dà luce verde al passaggio della proposta in aula.

Domani lo storico voto, che sarà nominale, poi qualche formalità al Bundesrat, la camera dei Länder, e – salvo imprevisti – entro la fine di luglio la Germania sarà il quattordicesimo Paese europeo (il dodicesimo nella Ue più Norvegia e Islanda) in cui le coppie fra omosessuali non sono in alcun modo legalmente discriminate. Le unioni civili stipulate dal 2001 a oggi potranno trasformarsi in matrimonio con una dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile. Le coppie potranno così acquisire anche il diritto pieno all’adozione: finora valeva solo la stepchild adoption.

Un messaggio dal Pride di Siviglia ai pride italiani

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Un messaggio dal Pride di Siviglia ai pride italiani.
Le riflessioni sul Siviglia Pride di Antonio Soggia, attivista del Maurice di Torino. Con l’occhio rivolto all’Italia

di Andrea Maccarrone pubblicato il 28 giugno 2017

Sono le settimane dei pride, che tra giugno e luglio animano sempre più città in Italia – quest’anno ben 24 – e in Europa. Quando parliamo di pride abbiamo in mente un’idea generale, ma siamo consapevoli che poi ognuno, ogni città, ha le sue caratteristiche uniche, le sue abitudini organizzative, le sue parole d’ordine. Un prodotto unico che nasce dall’interazione tra le realtà associative che li organizzano con le specificità sociali, politiche e storiche dei vari territori.

Sicuramente il confronto tra le varie e diverse esperienze, italiane e internazionali, può essere utile spunto di riflessione e di crescita. Per questo riteniamo utile pubblicare le note di confronto tra il Pride di Siviglia e quello di Torino proposte da Antonio Soggia, attivista del Maurice GLBTQ di Torino.

“Alcune riflessioni a caldo sul Pride di Siviglia, che magari possono tornarci utili in Italia e a Torino in particolare:

La testa del corteo, e lo striscione in particolare, erano presidiati dal movimento. In apertura stavano i messaggi con maggiore contenuto politico. Non so nelle altre città, ma a Torino negli ultimi anni lo striscione è stato retto da sindaci, assessori e consiglieri, trasformando di fatto l’apertura del corteo in una vetrina per la politica locale. Le istituzioni erano fortemente presenti, ma in forma discreta. La bandiera arcobaleno sventolava orgogliosa sul tetto del municipio, il Comune aveva curato una campagna di affissioni e distribuiva bandierine e palloncini. Ma era chiaro che il centro della manifestazione era il movimento LGBT.
Il messaggio centrale del Pride era internazionalista (“per l’uguaglianza lgbti nel mondo”), nonostante il corteo di Siviglia fosse tutto sommato periferico e Madrid ospiti in questi giorni il World Pride. Morale: non solo “la nostra patria è il mondo” e ci sono sempre buone ragioni per manifestare, ma l’omofobia e la transfobia non si sconfiggono solo con una legislazione avanzata come quella spagnola, che pure sta dando un contributo essenziale.
Impressionante lo spezzone del PSOE. Non solo, credo, perché i socialisti hanno qui la loro roccaforte, ma forse perché, da Zapatero in avanti, il Partito ha fatto propria senza ambiguità la causa Lgbti. Certo, c’erano gli spezzoni di Podemos e di Izquierda Unida, persino quello di Ciudadanos (centrodestra), ma il carro e lo spezzone del PSOE erano il settore politico più vivace. Avete presente la triste presenza del PD al Pride? Ecco, tutto il contrario. Musica, allegria, bandiere e striscioni rainbow con i simboli socialisti (il pugno e la rosa). Le parole d’ordine: “il socialismo è libertà” e orgoglio. Ecco: tutte parole e idee che il PD ha messo in soffitta da tempo, sempre che le siano mai appartenute.

Infine una chicca: due donne musulmane velate (magari ci saranno stati altri credenti musulmani, ma non erano riconoscibili), una anziana e una giovane. La prima, seduta, seguiva con curiosità e attenzione il corteo. La seconda era partecipe e filmava la parata. Mi hanno commosso, confermandomi che la visibilità, anche nelle forme colorate e disinibite del Pride, può generare incontro tra differenze”.

IDAHOT 2017 a Torino

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GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L’OMOFOBIA, LA TRANSFOBIA E LA BIFOBIA 2017

La Città di Torino, con la collaborazione della Città Metropolitana di Torino, del Coordinamento Torino Pride, degli Enti e delle Associazioni del territorio promuove un ricco programma di eventi per celebrare il 17 maggio, la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia.
Sulle pagine del Servizio LGBT, maggiori info e il Calendario delle iniziative: